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venerdì 28 dicembre 2012

historiablogori (chiuso): statistisca del blog al dicembre 28.12.2012


historiablogorihistoriablogori.archiviosplinder







Statistica di questo blog


Com'è noto questo blog inizialmente (dal 7 giugno 2006) postato su Splinder.com è chiuso dal 19 gennaio 2012 cioè da poco prima che  Splinder cessasse l'attività, ma a quanto pare non è un blog... "morto" visto che "vive" come archivio oggi su Blogspot dove, soprattutto col taglia-incolla, lo riportai per non disperderne la memoria.
Vi postavo un po' di tutto anche se il taglio storico e storico-locale, pistoiese e toscano, era prevalente. In tal senso erano molti gli articoli già pubblicati sulle riviste per le quali scrivevo e scrivo, le pagine tratte dai libri che ho pubblicato, i resoconti di convegni ai quali ho partecipato, ma anche mie impressioni politiche, culturali e di costume che non   ho poi pubblicato da altre parti, ecc. ecc.
Non essendoci praticamente molti altri spazi web di comunicazione "immediata" e facilmente "interscambiabile" (il successo di Facebook arriverà... in corso d'opera) i post erano anche molto ben ampiamente commentati, come erano belle le illustrazioni che sono sparite svanite nel momento esatto che Splinder ha.... "spento la luce" (oggi rimangono sul post solo insignificanti  icone d'immagini, ma  tempo permettendo tenterò via via di postare di nuovo anche quelle vecchie foto).
Questo "bel" (il giudizio non è mio, ma dei lettori più affezionati) blog chiuse su Splinder totalizzando la bellezza di 58.023 visite, ma è proprio il caso di dire che ancora "vive" visto che, anche se dal 19 gennaio 2012 non vi ho scritto più niente (salvo questa breve nota statistica), è stato ampiamente visitato, e non solo in Italia (vedere numeri e cartina gentilmente forniti da Blogspot: i Paesi colorati in verde sono quelli dov'è stato consultato e più il verde è scuro più il blog è stato visitato) e che da quando è "congelato" in archivio su Blogspot ha ricevuto dal 19 gennaio 2012 al 28 dicembre 2012 altre 24.044 visite ....quindi 58.023 (Splinder) + 24.044 (Blogspot) = 82.067...non male!!!
Nel frattempo, com'è noto a chi da tempo mi segue (ringrazio tutti!!!), già quando ebbe sentore della chiusura del provider Splinder, iniziai (26 marzo 2011) a scrivere su Blogspot producendo
come blog di storia locale
Goriblogstoria http://goriblogstoria.blogspot.it/ sul quale, come ho fatto qui ,darò conto delle relative statistiche (invero buone), come ugualmente farò per il nuovo mio blog aperto da pochissimo Goriblogstoria360 (c'è qui "storia-non-locale", ma anche altre cose...) http://goriblogstoria360.blogspot.it/
Insomma sono contento che quanto scrivo possa esser utile a qualcuno e non solo a me...
Tanti Auguri a Tutti e Grazie!!!





                                                  
                                   
     

                    Carlo Onofrio Gori





vd. anche statistiche di Gorbiblogstoria e Goriblogstoria360 su:

http://goriblogstoria.blogspot.it/2012/12/co-gori-curiosita-storiche-toscana-un.html

http://goriblogstoria360.blogspot.it/2012/12/carlo-o-gori-storia-fascismi-engelbert.html

venerdì 20 gennaio 2012

Storia. Lev Ili'ič Meč'nikov: Sull'Italia risorgimentale (venerdì, 18 novembre 2011)


venerdì, 18 novembre 2011

Storia. Lev Ili'ič Meč'nikov: Sull'Italia risorgimentale

  


Lev Ili'ič Meč'nikov: Sull'Italia risorgimentale

Nel 2007 venne pubblicato, per le edizioni del CIRVI, Memorie di un garibaldino, il meraviglioso ed inedito diario-reportage di Lev Ili'ič Meč'nikov sulla Spedizione dei Mille tradotto e curato dallo slavista Renato Risaliti. Si trattava della raccolta degli articoli del volontario russo, ufficiale garibaldino ferito gravemente nella decisiva battaglia del Volturno, comparsi nel 1861 sulla rivista "Russkij Vestnik". 
Ne scrivemmo ampiamente qui in precedenti post.
Quel libro, andato col tempo esaurito, è stato quest'anno ripubblicato dalla suddetta casa editrice torinese in edizione rivista ed accresciuta col titolo Memorie di un garibaldino russo ed altri scritti. In particolare Risaliti, pistoiese, aggiunge nelle ultime pagine della nuova edizione la copia di un significativo ed originale documento concernente l'elenco degli 8217 pistoiesi di tutte le classi sociali, clero compreso, che dal 4 dicembre 1859 al 4 aprile 1860 generosamente aderirono alla sottoscrizione nazionale lanciata dal Generale "pel fondo di un milione di fucili".
In questo 2011 a fianco delle Memorie, sempre a cura di Risaliti e sempre per le edizioni del CIRVI compare il libro Sull'Italia risorgimentale che riporta tre dei tanti saggi sull'Italia (gli altri scritti dell'intelletuale russo sono attualmente in via di reperimento nelle biblioteche russe e ucraine, da parte di Risaliti e dello studioso ucraino Mykola Varvarcev) che Lev Ili'ič Meč'nikov scrisse successivamente al suddetto diario-reportage: Da Siena, Lettere dalla Maremma toscana eAspromonte, articoli che ampliano il quadro dell'Italia del Risorgimento e sono coevi agli avvenimenti narrati nelle Memorie, infatti Meč'nikov fino al 1864 scriverà vari articoli e saggi sull'Italia, fra cui quello fondamentale su Francesco Domenico Guerrazzi.  
Una volta smobilitato Meč'nikov  si stabilisce in Toscana, smette la camicia rossa di ufficiale garibaldino e si trasforma in attivo militante politico e propagandista delle idee del Generale. 
In Toscana incontra la donna della sua vita, Olga Skarjatina, che era però già sposata e con una figlia e,  per poter mantenere la nuova famiglia, in questo periodo vive facendo il corrispondente dall’Italia, (sempre sotto pseudonimo, dato i suoi cattivi rapporti con l’autocrazia zarista) per riviste russe, anche arricchendo la sua collaborazione con reportage di suoi saltuari viaggi  in varie parti del mondo, dal Marocco al Giappone. 
La corrispondenza Da Siena, firmata con lo pseudonimo "un garibaldino", fu pubblicata nel 1862 sulla rivista russa “Sovremmenaja letopis”, mentre le Lettere dalla Maremma toscana  e  Aspromontefurono pubblicati dalla rivista  “Sovremennik”, (Il Contemporaneo) fondata da Puskin e in quel periodo diretta da Nikolaj Nekrasov. Questi due articoli, come altri successivi, recano la firma di Leon Brandi, una traduzione letterale in italiano del nome russo Lev Meč'nikov.
Per quanto riguarda la permanenza e le corrispondenze da Siena dell’intellettuale russo, le cui fonti non erano solo i giornali dell'epoca, ma anche i racconti dei suoi amici garibaldini, sparsi un po' ovunque, si sa anche che Meč'nikov fu redattore capo di un foglio della sinistra locale, “Il Flagello”, di cui oggi è rimasta sola copia. Comunque le notizie che ci fornisce nell'articolo Da Siena sono di estremo interesse perché nella storiografia locale non è rimasto quasi nulla dei conflitti politici cittadini nel primo anno post-unitario. Tuttavia, è possibile mettere in risalto quanta importanza avesse il problema di Roma Capitale e la soluzione della "questione romana" in quel momento: un dissidio lacerante, che sarà ricomposto solo circa 70 anni dopo. 
Di passata ricordiamo che il conflitto Stato-Chiesa nasce in seguito all'iniziativa dei democratici guidati da Garibaldi di intraprendere la Spedizione nell'Italia Meridionale e che il successo di questa operazione costrinse Cavour e Casa Savoia a rompere gli indugi mandando la truppe regie comandate dal generale Cialdini a Napoli occupando parte dello Stato Pontificio, Lazio escluso. Questa operazione mandò in frantumi il sogno giobertiano del neoguelfismo, la formazione di una Confederazione italiana sotto la Presidenza del Papa. 
LeLettere dalla Maremma toscana, oltre ad essere uno specchio fedele dei processi economico-sociali e politici in atto in seguito all'unificazione, forniscono lo spaccato di un triste fenomeno presente un po' ovunque nella Penisola, quello del banditismo, che non fu solo un fenomeno meridionale, ma anche settentrionale. Se in Maremma nacque il mito degli Stoppa, dei Tiburzi o di tanti altri, nelle Romagne quello del Passator Cortese, ecc., fu perché il banditismo fu un fenomeno generale, un diffuso fuoco latente che copriva quasi tutti i territori del nuovo stato nazionale e che dopo il 1860 divenne in Meridione vero e proprio incendio per il noto convergere di nuovi variegati fattori di insoddisfazione politica e sociale che si sommarono a quelli endemici.
Nel terzo scritto, Aspromonte, Meč'nikov dà conto della sfortunata impresa, alla quale partecipa, nuovamente a fianco del Generale. L’episodio, nota Risaliti, finì con una sconfitta di Garibaldi perché l’Eroe non aveva ben valutato le reazioni internazionali alla sua "adunata" che produsse spargimento di sangue fratricida, il fatto tuttavia servì per richiamare l'attenzione del Paese sul problema di Roma Capitale, poi risolto nel 1870 in seguito alle note favorevoli contingenze internazionali. 
Il fatto però che questi articoli o saggi siano apparsi in Russia subito dopo gli avvenimenti cui si riferiscono, dimostrano, ci dice Risaliti, almeno tre cose:  primo, l'eco mondiale che circonda gli avvenimenti del Risorgimento italiano e la figura di Garibaldi;  secondo, il fatto che apparissero sulla rivista russa più diffusa, soprattutto fra la gioventù e gli intellettuali che si stavano orientando verso le teorie populiste, attesta che gli ideali del Risorgimento italiano ebbero un peso decisivo nella formazione del populismo russo e che questi scritti di  Meč'nikov vanno messi in relazione con gli scritti di Debroljubov sull'Italia e con la permanenza di importanti russi presso lo stato maggiore di Garibaldi; terzo, il mito del “brigante buono” troverà una vasta eco in Russia negli scritti di Bakunin, che fra l'altro era a Firenze nello stesso periodo in cui c’era anche Meč'nikov. 
Dopo il 1864 le corrispondenze di Lev Meč'nikov dall’Italia si interromperanno bruscamente perché il governo sabaudo colpirà l’attivista garibaldino con un provvedimento, improvviso e senza cerimonie, di estradizione: amara “ricompensa” per le gravi ferite riportate dall’intellettuale russo nella battaglia del Volturno!


                                                                                Carlo Onofrio Gori

Questo articolo è riproducibile parzialmente o totalmente previo consenso o citazione esplicita dell'Autore.


Commenti:
 

#1 19 Novembre 2011 - 10:09
Bravo Carlo! Filomena Pavese
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#2 19 Novembre 2011 - 10:45
Carlo, bravo e molte grazie  Renato
La mia homepage: http://gdsgutente anonimo  (IP: 12ce806ed65dedc)

#3 25 Novembre 2011 - 09:24
Ho il piacere di invitarti alla prima conferenza del ciclo “Incontriamoci”, promossa dall’Associazione Amici della Forteguerriana,

Il linguaggio architettonico a Pistoia da Giovanni Michelucci a Giovanni Battista Bassi, a cura di Roberto Agnoletti,
martedì 29 novembre 2011 alle ore 17.00 presso la Biblioteca Forteguerriana

Cordiali Saluti
M. Grazia Fedi


M. Grazia Fedi
Comune di Pistoia
Biblioteca Forteguerriana
Piazza della Sapianza, 5
51100 PISTOIA
Tel. 0573. 24348 Fax. 0573. 371466
e-mail: mg.fedi@comune.pistoia.it 
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Commenti:
 

Storia. Economia ed associazionismo. Articolo introduttivo ad un mio libro del 2003 per il 50° della CNA pistoiese (domenica, 06 novembre 2011)


domenica, 06 novembre 2011

Storia. Economia ed associazionismo. Articolo introduttivo ad un mio libro del 2003 per il 50° della CNA pistoiese.

  


I cinquant’anni della CNA di Pistoia, 1953-2003

La CNA pistoiese, festeggia quest'anno il cinquantenario della sua fondazione, fra breve, su questo importante annivarsario verrà pubblicato un nostro libro che ripercorrerà i momenti salienti della storia di questa associazione, questo articolo ne è l’introduzione.
Era infatti l'aprile 1953 quando alcuni artigiani, il giorno 19, si riunirono in uno stanzino della Corale Mabellini in via della Madonna e "...raccogliendo l'appello della Confederazione Nazionale dell'Artigianato", costituirono "L'Artigianato Pistoiese" ed elessero il primo Consiglio Direttivo composto da: Bruno Valiani, falegname, Presidente; Venos Buscioni, sarto; Aldino Salvestrini, fonditore; Vittorio Mazzei, parrucchiere per signora; Renato Mori, meccanico; Nello Biagini, tornitore in legno; Gino Cappellini, tappezziere; Fabio Favelli, barbiere; Gino Susini, falegname; Santo Fioravante, verniciatore in pelle; Guglielmo Otello, sarto; Mario Innocenti, falegname; Silvano Giovannetti, meccanico; Ovidio Trinci, falegname; Enrico Chiavacci, staderaio.
Questa scelta trovava i suoi concreti presupposti in un altro atto dell'anno precedente quando, per iniziativa di un gruppo di cittadini composto da artigiani, commercianti e coltivatori diretti, si era costituita la Mutua "L'Unitaria". Fino a ad allora gli artigiani pistoiesi erano stati rappresentati unicamente dalla Confederazione Generale dell'Artigianato, oggi meglio nota come Confartigianato, la cui sede era allora in Piazza Garibaldi nello stesso edificio dell'associazione degli industriali.
L' ”Artigianato Pistoiese” aderente alla CNA, nacque dunque da una scissione “da sinistra” nel pieno dei duri anni della ricostruzione e della “guerra fredda”, anni contrassegnati anche in Italia da aspri conflitti sociali e rigide e fideistiche contrapposizioni politiche. Non a caso proprio il 1953 è ricordato, tra l'altro, come l'anno della cosiddetta “legge truffa”, in sostanza un “premio” in seggi per la coalizione governativa guidata dal democristiano De Gasperi che solo per pochi voti non poté scattare nelle elezioni del giugno. Fu dunque per semplici motivi di “obbedienza” politica ai partiti di sinistra e per meri fini elettoralistici, come sostenne allora la Confartigianato nel suo bollettino, che nacque la CNA pistoiese? Mario Innocenti, l'unico in vita del piccolo gruppo dei fondatori, ha dato recentemente questa risposta: “Noi artigiani, per ovvi motivi politici, ma non solo, non ci sentivamo rappresentati in modo adeguato dalla Confartigianato e quindi pensammo di fondare la Cna con la speranza di ottenere qualcosa in più, soprattutto dal punto di vista dei diritti.” Infatti in quel periodo in Toscana in conseguenza, delle modificazioni intervenute nel tessuto economico del Paese anche le categorie artigiane stavano subendo una trasformazione strutturale. Dalla disgregazione dell'economia contadina, stava nascendo il nuovo artigianato e quella piccola industria che hanno poi caratterizzato l'economia provinciale. Dalle fabbriche tessili di Prato venivano nel contempo espulsi a centinaia i tessitori, ampliando a dismisura quel fenomeno delle lavorazioni conto terzi presto dilagate in tanti altri settori, nell'abbigliamento anzitutto, ma anche nella meccanica, nel mobile, nel calzaturiero. Per i fondatori del CNA, in questo universo che cambiava, la linea dominante dell'allora Confederazione Generale dell'Artigianato, non forniva una risposta esauriente alle aspettative delle categorie artigiane perché inserita in una strategia che optava per una lotta corporativa separata da una lotta sindacale veramente democratica capace di vedere i problemi di tutti, di capire la società nel suo complesso e quindi di far crescere l'artigianato insieme a tutto il Paese. Veniva inoltre rimproverata alla Confartigianato una politica di alleanza con la Confindustria e con i partiti governativi segnata da un paternalismo che fino ad allora non aveva risolto i problemi degli artigiani: in primo luogo l'istituzione dell'albo che finalmente avrebbe riconosciuto i doveri, ma anche i diritti, le peculiarità e le esigenze di questa categoria, poi la necessità impellente di una tutela sanitaria e pensionistica ed infine, ma soprattutto, la volontà di non esser tagliati fuori dai processi economici e sociali di ricostruzione del Paese.
La Cna pistoiese nasce quindi dalla consapevolezza che gli artigiani non potevano aspettarsi tutto questo, se rimanevano nel chiuso della loro "bottega" e nelle condizioni di marginalità in cui era nato ed era inizialmente cresciuto il fenomeno "artigianato" nel dopoguerra. Subire una politica fatta di concessioni paternalistiche inoltre avrebbe comportato nel medio e nel lungo periodo la paralisi dell'artigianato stesso e dell'economia delle zone ormai caratterizzate dalla determinante presenza artigiana come Agliana e Montale (tessile), Quarrata (mobile e tessile), Monsummano (calzature), Larciano (scope), Pistoia (abbigliamento, meccanica ecc.), la Montagna (meccanica). La CNA intraprende quindi la linea di un diretto e deciso intervento sui problemi della categoria ed è dagli anni in cui il Paese si avvia verso il cosiddetto “boom economico”, che l'Associazione, comincia a riscuotere sempre maggiori adesioni che le permettono da un lato di estendere il gruppo dirigente artigiano e dall'altro di stabilizzare ed allargare lo staff dei funzionari. Non vi erano più zone che noti venissero "toccate" dal CNA che in questo periodo apre uffici o recapiti a Montecatini, Pescia, Larciano, Lamporecchio Agliana, Quarrata, Ponte Buggianese, intanto, mentre a livello territoriale si formavano i comitati comunali,  cominciavano anche a costituirsi le organizzazioni “verticali” di mestiere.
Sergio Cipriani, segretario del Cna dal 1958 al 1975, così descrive quel periodo “i nostri rappresentanti andavano bottega per bottega …fu soprattutto con le grandi iniziative di alcune categorie che conquistammo una larga maggioranza fra gli artigiani..I tessitori ad esempio fermarono i telai per oltre venti giorni…Altre grandi iniziative, quali quella degli autotrasportatori, degli acconciatori, degli idraulici e di altri ampliarono la nostra associazione”. Lotte combattute e vinte, incomprese inizialmente dai dirigenti di altre organizzazioni, che hanno segnato, come quelle dei tessili, il destino dell' economia di intere zone “perché – come ricordava Rossana Paccagnini - dare al tessitori una tariffa più giusta ha voluto dire lavoro, respiro e sviluppo per l'edilizia, per il commercio, per altre attività produttive, per le professioni, per le finanze comunali di gran parte della provincia.”
Intanto, altro segno del consolidamento del CNA pistoiese, nel 1963 l'associazione si era spostata, da via Del Duca,  nei locali, acquistati, di via della Madonna n. 33, per lungo tempo sede “storica” dell' “Artigianato Pistoiese”. Molti ricordano le cronache della stampa locale di quegli anni  contrassegnate da un'aspra polemica fra le associazioni artigiane di “via della Madonna” (CNA) e Piazza Garibaldi (Confartigianato), soprattutto in occasione di manifestazioni sindacali o delle elezioni per l'Albo (CPA) e la Cassa Mutua, una contrapposizione che, malgrado gli appelli della CNA a trovare l'unità degli artigiani sui problemi concreti, comincerà faticosamente a ricomporsi solo a partire dal 1971 con la prima lotta unitaria nella provincia, per arrivare nel corso degli anni a sempre maggiori intese come, ma solo per citarne una, quella attuale sul credito alle imprese (Artigiancredito).
Ma torniamo alla Pistoia degli anni Settanta che sono quelli in cui , anche in coincidenza con il mutamento in senso democratico del Paese (ad es. vengono varate le Regioni), si creano i presupposti dell'artigianato e dell'associazione odierna. E' nel giugno del 1970 che intanto verrà finalmente modificata la legge per la CPA: il Presidente della Commissione dovrà comunque essere un artigiano eletto dalla categoria e cesserà così, anche sotto questo profilo, la abnorme situazione in atto da diversi anni a Pistoia che vedeva alla massima carica rappresentativa dell'Artigianato una persona nominata dal Prefetto. In questo organismo, come nella Cassa Mutua, la CNA pistoiese conquisterà poi, a partire dalle elezioni artigiane di quegli anni, una solida maggioranza.
L'associazione poi, il 16 luglio 1971, da vita al patronato Epasa, mentre sul piano dei servizi di consulenza tributaria, gestionale ed amministrativa, qualche anno dopo, costituisce il Centro Servizi per l'Artigianato dove, tra l'altro iniziano “a farsi le ossa” molti funzionari dell'attuale quadro dirigente. Nascono anche i consorzi tra imprese (la SPAR, per gli autotrasportatori, il CLAP per le lavanderie, il CAIAP per gli idraulici, ecc.) per facilitare gli acquisti di materie prime e per acquisire i lavori più grandi; quel sistema esiste ancora oggi ed è un valido punto di riferimento per tutta l'economia. Lo sviluppo industriale impone in questo periodo anche alle imprese artigiane nuovi ed adeguati spazi per lavorare e per produrre così a Pistoia viene creata la zona industriale di S. Agostino dove, in via Fermi,  la CNA costruirà la sua nuova nella quale,dal 5 giugno 1978, trasferirà gli uffici; sempre in questo anno verrà istituito, con le caratteristiche che in parte oggi conosciamo, il Servizio Sanitario Nazionale ed in esso confluirà la Cassa Mutua degli artigiani che si era distinta per un alto livello di organizzazione, servizi e strutture.
Soffermarsi sulla storia dell'associazione e dell'artigianato a Pistoia negli ultimi vent'anni ci porterebbe a seguire un lungo percorso che si snoda nella cronaca più recente.
A grandi linee rileviamo che gli anni Ottanta costituiscono il periodo della qualificazione per lo sviluppo delle imprese, si investe in formazione imprenditoriale, in iniziative collettive di promozione e valorizzazione commerciale dell'artigianato e l'associazione si adegua alle nuove esigenze delle imprese artigiane che crescono e necessitano di servizi e consulenze adeguate. Gli anni Novanta, segnati dall'informatica, vedono il diffondersi di una nuova cultura imprenditoriale, il sistema dell'artigianato e delle piccole imprese entra sempre più sui mercati esteri,  l'associazione affronta anche i temi internazionali promovendo anche la nascita di consorzi per l'esportazione.
In sostanza tutto un mondo che appare oggi cambiato rispetto a quel 19 aprile 1953, ma   "Oggi, come allora - come ha recentemente affermato il Presidente Rinaldo Incerpi -  la Cna è fatta di di donne e uomini che con la loro passione e la loro intelligenza, ogni giorno, si confrontano con problemi e prospettive nuove avendo nel cuore e nella testa la cultura del lavoro quale valore essenziale per la costruzione di una società più giusta".
Cinquanta anni ben portati per la CNA pistoiese!
                                                                                                                 
                                                                                       Carlo Onofrio Gori


Tratto dall'articolo: C.O. Gori, 
I cinquant’anni della CNA di Pistoia. La lunga marcia di un’associazione di categoria forgiata nello spirito della Ricostruzione, in "Microstoria, n. 31 (set.-ott. 2003).

Attenzione: il post di questo blog e questi articoli sono riproducibili parzialmente o totalmente solo previo consenso o citazione esplicita dell'autore e del sito web e/o rivista.



Gori ripercorre mezzo secolo di Cna

PISTOIA. Cinquant’anni sono tanti, anzi no: sono semplicemente d’oro, da raccontare in un libro, come ha fatto la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) di Pistoia per festeggiare mezzo secolo di vita. «La Cna e gli imprenditori artigiani - Documenti e appunti per una storia pistoiese» è il titolo del volume in questione, a cura di Carlo Onofrio Gori. È stato presentato al teatro Manzoni nel corso del quarto concerto annuale che la medesima associazione dedica a se stessa, questa volta con il blues di Nick Becattini.
Gori ha riordinato le carte decennio per decennio, dai congressi alle rivendicazioni sindacali, dai volantini ai giornali d’epoca, l’autore ha raccolto quanto possibile per raccontare tutto di prima mano.
Il 19 aprile 1953 fu il giorno fatidico, il distacco dalla Confederazione generale dell’artigianato e dell’industria che, seguendo l’ottocentesco metodo del paternalismo, non assicurava più la giusta luce alle nuove esigenze imposte dai tempi nuovi: l’istituzione di un albo con diritti e doveri, la tutela sanitaria e pensionistica, la partecipazione da protagonisti riconosciuti alla ricostruzione economico sociale del Paese.
Il falegname Bruno Valiani fu il presidente del primo consiglio direttivo, in cui figuravano anche altri tre falegnami, due sarti, un paio di meccanicim un fonditore, un parrucchiere, un tornitore in legno, un tappezziere, un barbiere, un verniciatore in pelle, uno staderaio. Si riunivano, i magnifici 15, in uno stanzino della corale Mabellini in via della Madonna. Riunioni e proselitismo bottega per bottega, qualche cambiale per pagare gli stipendi: è stata dura affermarsi, scioperare e andare in piazza non sembrava neanche normale. Il successo venne negli anni Settanta e fu tale da consigliare una sede nuova, a Sant’Agostino, coronamento di altre affermazioni in provincia.

                                                                                                                                          Paolo Gestri

































Commenti:
 

#1 12 Novembre 2011 - 07:52
Caro professore, la saluto, e la seguo sempre, leggo adesso questo articolo, molto interessante e mi complimento per questo suo libro che non conoscevo.
Mari Betti
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#2 12 Novembre 2011 - 09:18
Carissime/i,
vi scrivo per comunicarvi che sabato 12 novembre 2011, alle ore 17.00, presso la Biblioteca Forteguerriana  si terrà un incontro con il poeta pistoiese Walter Melani e il professor Piero Santini dell’Università degli Studi di Firenze.

Sarà l’occasione per presentare l’ultimo libro di Melani  L’orgoglio del perdere, raccolta antologica (1995-2010) che vuole essere la sintesi poetica di un forte impegno dell’autore su temi esistenziali.

La vostra presenza è particolarmente gradita.

Un caro saluto
M. Grazia 
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#3 13 Novembre 2011 - 16:44

Giancarlo Gori
Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Vignole
è lieto di invitarla
alla presentazione del volume
Ch e t t i Ba r n i
Gi u s e p p i n a Ca r l a ro mBy
Ville, giardini, paesaggi
del Montalbano
fotografie di Serge Domingi


sabato 19 novembre 2011 – o r e 15,30

Auditorium – Banca di Credito Cooperativo
via IV Novembre 108
Vignole – Quarrata

sabato  26 novembre 2011 – o r e 15,30

Convento degli Agostiniani
via dei Neri 15
Empol
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#4 14 Novembre 2011 - 10:00
  Carlo Onofrio Gori VATTENE "VINAVIL"! Il vero problema dell'Italia in questo momento, come dicono in Europa, è un "problema di credibilità" e IL vero problema di credibilità, sottintendono, è quello della presenza dell'ineffabile "Vinavil" alla presidenza del consiglio! Lui, ovvio, non mi e mai piaciuto. Forse tutte le cause delle ambasce in cui ci dibattiamo non saranno tutta colpa sua, ma lui, tanto del suo, in qu...Visualizza altroFoto bacheca   Mi piace ·  ·  · 04 novembre alle ore 20.41
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#5 14 Novembre 2011 - 10:02
  Carlo Onofrio Gori http://www.lalavatrice.it/world/leditoriale-del-financial-times-in-gods-name-go L’editoriale del Financial Times: “In God’s name, go!” | La Lavatrice www.lalavatrice.it Nessuno era mai arrivato a tanto, a scomodare Dio. Lo dice a chiare lettere il Financial Times in un editoriale (leggi) “In God’s name, go”. Il mitte... Mi piace ·  ·  · 05 novembre alle ore 22.35
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#6 14 Novembre 2011 - 10:03
  Carlo Onofrio Gori Se per scollamento "Vinavil" questa volta lui lascia ... pago cena a tutti gli amici! Ovvio che se lascia non si risolvono i tutti i problemi del Paese, ma una buona parte sì!
N.B. le spese della cena le farò addebitare a Scilipoti, o alla Minetti, o a Cicchitto-Bonauiti, alla Ma-che-santa-è!, o Tarantini-Lavitola., o all' "Assistito Padano" (vd. Mendrisio e cessione del simbolo dietro pagamenti debiti x cazzate bancarie leghiste) o a Paniz (esegeta di Ruby-nipote-di-Mubarak) malgrado si sia sfilato, ...ecc. ecc....tanto "ripiena" tutto Lui... confermando la sua tesi che... i ristoranti sono pieni come i voli degli aerei...Se si ostinasse a non lasciare, al di là di ogni considerazione di schieramento, date un'occhiata a Vs. portafoglio e vedete che la "dipartita" conviene anche a voi! ...Altrimenti, senza offesa,...che i "duri di comprendonio" vadano a farsi fottere!
Foto bacheca   Mi piace ·  ·  · 07 novembre alle ore 15.43
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  • A Maria Rosaria De Vivo piace questo elemento.
    • Giovanni Commare O Carlo, non mi prendere ora i vizi del palazzo: è da quelle parti che si cena a spese degli esclusi!!! 07 novembre alle ore 16.21 · Mi piace
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#7 14 Novembre 2011 - 10:05
  Carlo Onofrio Gori Anche oggi disastro sullo spread: lo vogliamo ancora tenere??!Foto bacheca   Mi piace ·  ·  · 08 novembre alle ore 12.15
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  • A Luisa Rossini piace questo elemento.
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    • Luisa Rossini magari fosse una statua da poter tirare giù!! Ma..porca miseria...quante cose delle sue deve ancora sistemare prima di decidersi a lasciare? Perchè è per questo che sta aggrappato alla poltrona! Ma credo anche che ci sia qualcosa di peggio.....una paura di qualcosa che lo minaccia se lascia. Comunque la strada per Hammamet la conosce bene e forse è per questo che non si decide! 08 novembre alle ore 12.47 · Mi piace ·  2
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#8 14 Novembre 2011 - 10:07
  Carlo Onofrio Gori Roma, sabato 12 novembre 2011, ore 21,41: Berlusconi s'è dimesso.Foto bacheca   Mi piace ·  ·  · sabato alle 22.04
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#9 14 Novembre 2011 - 10:09
  Carlo Onofrio Gori Mi è venuto in mente, a beneficio dei più giovani, lo slogan pubblicitario di un vecchio Carosello del 1965, che qui sotto ho riprodotto: "Monti, abiti belli, abiti pronti". ...che siano "pronti" è fuori di dubbio...sul "belli"....mah??!...vediamoFoto bacheca   Mi piace ·  ·  · Ieri alle ore 9.55
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