giovedì 19 gennaio 2012

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lunedì, 27 ottobre 2008

Qualità della vita. Lettera del Capo indiano Seattle al presidente americano Pierce (1855)

  

                                                                         Capo Seattle


Lettera del capo indiano Seattle al presidente americano Franklin Pierce (1855)

Nel 1854 il presidente degli Stati Uniti si offrì di acquistare una parte del territorio indiano con la promessa di  provvedere all’istituzione di una riserva per il popolo indiano.

Ecco in quell' occasione la profetica risposta del "capo Seattle".

E’ conosciuta, ma è sempre bene, ogni volta possibile, riproporla. 

Ed è quello che, proprio oggi, (in tempi di "ritorno" a livello mondiale del tanto demonizzato Stato, per salvare le finanze del Mercato che, lasciato a sè stesso, proprio negli Usa, ha fallito) con piacere faccio qui.  COG

                                                                                                   

“Il grande Capo di Washington manda a dire che desidera comprare le nostre terre. Ci invia anche parole d’amicizia e di buona volontà.
Apprezziamo questa gentilezza perché sappiamo che la nostra amicizia non gli serve molto. Consideriamo la sua offerta perché sappiamo che , non facendolo, l’uomo bianco potrà venire con le sue armi da fuoco e prendere le nostre terre. Però il grande Capo di Washington potrà credere in ciò che dice il Capo Seattle con la stessa certezza con cui i nostri fratelli bianchi confidano nel ciclo delle stagioni. Le mie parole sono immutabili, come le stelle.
Come possono comprare o vendere la terra ? come possono comprare il cielo o l’acqua?
Questa idea ci sembra strana. Non siamo padroni della fresca aria né del contenuto dell’acqua che scorre. Dovreste sapere che ogni particella di questa terra è sacra per il mio popolo. Ogni foglia che splende sulla pianta, ogni spiaggia arenosa, ogni nebbia nella penombra del bosco, ogni chiarore delle foglie ed ogni insetto col suo suono e il suo volo sono sacri nella memoria e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che circola dentro gli alberi conserva la memoria dell’uomo pellerossa.
I morti dell’uomo bianco dimenticano la loro terra natale quando vanno camminando tra le stelle. I nostri morti, in cambio, non dimenticano mai questa bellissima terra perché essa è la madre dell’uomo pellerossa. Siamo parte inseparabile della terra ed essa è parte nostra. I fiori profumati sono nostri fratelli; il cervo, il cavallo e l’aquila maestosa sono nostri fratelli. Le creste rocciose, il verde delle praterie, il calore del corpo del puledro e anche l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.
“Per questo quando il grande capo di Washington manda a dire che desidera comprare le nostre terre, è molto ciò che chiede. Manda a dire che ci riserverà un posto affinché possiamo vivere comodamente tra di noi: lui sarà il nostro padre e noi saremo come suoi figli. Per questo consideriamo la sua offerta di comprare le nostre terre, anche se ciò non sarà facile perché queste terre sono sacre per noi.
L’acqua che scorre nei fiumi non è soltanto acqua, ma sangue dei nostri antenati. Se gli vendiamo queste terre, dovranno ricordare che sono sacre e dovranno insegnare ai loro figli che ogni riflesso fantastico sulla superficie dei laghi parla di avvenimenti e ricordi della vita del mio popolo. Il mormorio della corrente dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli e calmano la nostra sete. Portano le nostre canoe e alimentano la nostra gente.
Se vendiamo queste terre, dovranno ricordare e insegnare ai loro figli che i fiumi non sono solamente nostri fratelli, ma che sono fratelli anche loro. In futuro dovranno trattare i fiumi con la stessa bontà con cui tratterebbero qualsiasi altro fratello..
Sappiamo che l’uomo bianco non comprende la nostra maniera d’essere. Per lui un pezzo di terra vale quanto un altro, perché lui è un estraneo che arriva nel mezzo della notte a prendere ciò di cui ha bisogno.

La terra non è sua sorella ma sua nemica. Dopo averla conquistata, l’abbandona e continua il suo cammino. Lascia dietro di sé le sepolture dei suoi padri senza curarsene. Spoglia della terra i suoi figli senza curarsene. Dimentica la sepoltura dei suoi antenati e i diritti dei loro discendenti. Tratta la sua madre terra e suo fratello il cielo, come se fossero cose che si possono comprare, saccheggiare o vendere, come se fossero agnelli o sfere di vetro. La sua insaziabile voracità finirà per divorare la terra e lascerà dietro si sé solo un deserto.
Non lo capisco. La nostra forma d’essere è differente dalla vostra.
La vista delle vostre città fa male agli occhi dell’uomo pellerossa. Ma chissà sia così perché l’uomo pellerossa è un selvaggio e non comprende le cose.
Non c’è nessun posto tranquillo nelle città dell’uomo bianco.
Nessun posto dove si possa ascoltare il crescere delle foglie di un albero in primavera o lo sbattere delle ali di un insetto durante il volo. Però, chissà, forse io penso così perché sono un selvaggio e non posso capire certe cose. Il rumore della città sembra insultare le orecchie. Mi chiedo che tipo di vita si può condurre quando l’uomo non è capace di ascoltare il grido dell’airone o il dialogo notturno delle rane intorno ad una laguna. Io sono un pellerossa e non lo comprendo.
Noi indiani preferiamo il soave suono del vento che accarezza il volto del lago e l’odore dello stesso vento purificato dalla pioggia di mezzogiorno o profumato dall’aroma dei pini.
L’aria è qualcosa di prezioso per il pellerossa, perché tutte le cose condividono lo stesso respiro. Gli animali, gli alberi e l’uomo. L’uomo bianco sembra non sentire l’aria che respira : come qualcuno che passasse vari giorni agonizzando, è divenuto insensibile al fetore. Però se gli vendiamo le nostre terre, dovrà lasciarle da parte e mantenerle come qualcosa di sacro, come un posto al quale potrà arrivare l’uomo bianco ad assaporare il vento addolcito dai fiori della prateria.
Considereremo l’offerta di comprare le nostre terre.
Se decidiamo di accettarla, porrò una condizione: che l’uomo bianco dovrà trattare gli animali di questa terra come fratelli.
Sono un selvaggio e non comprendo un altro modo di comportarsi con loro. Ho visto migliaia di bufali putrefarsi sulla prateria, abbandonati lì dall’uomo bianco che gli ha sparato da un treno in corsa. Sono un selvaggio e quindi non comprendo come il fumoso “cavallo a vapore” può essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per poter vivere.
Cos’è l’uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero presto succederebbe anche all’uomo. Tutte le cose sono in relazione tra di loro.
Voi dovrete insegnare ai vostri figli che il suolo sotto i loro piedi è la cenere dei loro nonni. Affinché rispettino la terra, dovrete dire ai vostri figli che la terra è piena della vita dei nostri antenati. Dovrete insegnare ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra è la nostra madre. Tutto ciò che la danneggia, danneggia i figli della terra. Quando gli uomini sputano al suolo, sputano se stessi.
Questo lo sappiamo la terra non appartiene all’uomo, bensì è l’uomo che appartiene alla terra. L’uomo non ha tessuto la rete della vita, è appena un filo di questa. Tutto ciò che fa per danneggiare questa rete, lo fa a se stesso. Ciò che succede alla terra, succederà anche ai figli della terra. Lo sappiamo: tutte le cose sono legate tra loro, come il sangue unisce i membri di una famiglia.
Anche l’uomo bianco, il cui Dio passeggia con lui e conversa con lui da amico ad amico, non può essere libero dal destino comune. Chissà siamo fratelli dopo tutto. Lo vedremo. Sappiamo qualcosa che l’uomo bianco un giorno saprà: che il nostro Dio è il suo stesso Dio. Ora l’uomo bianco pensa di essere il padrone delle nostre terre, ma non potrà esserlo.
Il Dio di tutti è il Dio dell’Umanità e la Sua compassione è uguale per il pellerossa e per il bianco. Questa terra è preziosa per Lui e causarle danno significa disprezzare il suo Creatore.
Gli uomini bianchi spariranno forse prima delle altre tribù. Si contaminano i loro letti, in qualche notte moriranno soffocati dai loro stessi rifiuti. Ma anche nella loro ora finale, si sentiranno illuminati dall’idea che Dio li ha portati sulla terra e gli ha dato il dominio su di essa e sull’uomo pellerossa con qualche proposito speciale.
Tale destino è un mistero per noi, perché non comprendiamo ciò che succederà quando i bufali saranno stati sterminati, quando i cavalli selvaggi saranno stati domati, quando gli angoli di tutti i boschi diffonderanno l’odore di molti uomini e quando la vista delle verdi colline sarà chiusa da una moltitudine di cavi parlanti.
Dov’è il fitto bosco? E’ sparito.
Dov’è l’aquila? E’ sparita.
Così finirà la vita e comincerà la sopravvivenza.”

postato da: gorca49 alle ore 15:42 | link | commenti (6)
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Commenti:
 

#1 28 Ottobre 2008 - 16:26
Comunicato sindacale

La Funzione Pubblica CGIL di Pistoia informa i lavoratori che in occasione dello sciopero per intera giornata del 3 novembre stiamo organizzando il viaggio a Firenze per partecipare alla manifestazione.
Chi si vuol prenotare per il pulman deve chiamare i seguenti numeri:
 Andrea Matteini 3488876873
 Angelo Maccioni 3488877696
 Silvia Bigini 3479007224
 Marzio Tarducci 3488877694
 Centralino
Il viaggio verrà effettuato anche in treno con partenza dalla stazione di:
 Pistoia alle ore 08.42.
 Montecatini centro 08.22
 Pescia 08.13

Visto l’importanza dello sciopero contro le misure del Governo relative al pubblico impiego e per il mancato rinnovo del CCNL, riteniamo che l’adesione allo sciopero e la presenza alla manifestazione di tutti i lavoratori pubblici siano determinanti. Tutti insieme possiamo farcela, non deleghiamo ad altri.

Funzione Pubblica CGIL Pistoia 
utente anonimo  (IP: 079e4652ae721f4)

#2 29 Ottobre 2008 - 16:55
Ciao,
un invito a condividere e a partecipare alla fiaccolata di mercoledì 29 settembre P.za Mazzini alle ore 21,00.

Costantina Sabella

In risposta agli studenti dell'Istituto "Forteguerri-Vannucci", un gruppo di genitori si associa alla loro preoccupazione per la scuola e l'istruzione pubblica, nonchè per il loro futuro.
Pur consapevoli della grave situazione in cui versano scuola e università, troviamo ingiustificato l'uso del "decreto legge", previsto dalla Costituzione in casi eccezionali di necessità ed urgenza, per apportare modifiche profonde e strutturali al sistema scolastico ed universitario, sottraendo la discussione democratica al Parlamento ed alla società civile.
Le modifiche apportate da tale decreto incidono profondamente su beni sanciti dalla Costituzione, quali il diritto allo studio, che deve essere garantito a tutti in condizioni di uguaglianza.
Non si tratta di interventi di equilibrio finanziario e di bilancio, come si vorrebbe far credere, ma di tagli profondi e rilevanti di risorse, che colpiscono in modo indiscriminato la scuola di ogni ordine e grado, senza eliminare gli sprechi.
Con questo decreto si taglia, ma non si riforma.
Concordiamo con gli studenti che il Governo, mentre è pronto a salvare il sistema creditizio e finanziario nel difficile momento economico,che tutti stiamo attraversando, non esita a tagliare risorse alla scuola.
Riconosciamo, pertanto, la correttezza con la quale i ragazzi hanno portato avanti la loro scelta, cercando, pur nella difficoltà, di aprire un dialogo su questi temi così importanti, acquistando consapevolezza di problemi, che non riguardano il loro "piccolo privato", ma l'intera comunità civile.
Come genitori raccogliamo, perciò, la richiesta degli studenti dell'Istituto "Forteguerri - Vannucci" di mantenere aperto il dialogo con i ragazzi, dichiarandoci disponibili a percorrere con loro il non facile cammino della discussione costruttiva ed auspicando l'indispensabile supporto degli insegnanti in questo processo di maturazione.




Il Comitato spontaneo dei genitori



PS. Se siete d’accordo con quanto scritto sopra, e volete sostenere la richiesta degli studenti dell’Istituto “Forteguerri – Vannucci” potete firmare scrivendo anche il Vostro recapito, consegnando tale foglio nella serata di mercoledì 29/10/2008 durante la fiaccolata che si terrà in P.zza Mazzini alle ore 21,00 
utente anonimo  (IP: 0e2a92757ca1553)

#3 29 Ottobre 2008 - 18:09
da Giuliano:

In difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio per tutti !
Comitato Provinciale Genitori di Pistoia
promuove una manifestazione provinciale
Mercoledì 29 ottobre alle ore 21 a Pistoia
Appuntamento in Piazza San Francesco. Seguirà un corteo fino a Piazza Duomo.
Ai genitori, nonni, studenti , insegnanti e tutto il personale della scuola:
PARTECIPIAMO e illuminiamo-animiamo la serata
con torce elettriche, pentole, strumenti musicali, striscioni, cartelli
http://genitoripistoia.blogspot.com/
..........................................
Uniti per la scuola di tutti
giovedì 30 ottobre
sciopero generale
della scuola, con manifestazione a Roma
ore 9,30 partenza del corteo da Piazza della Repubblica
ore 11,30 interventi conclusivi a Piazza del Popolo
partecipiamo compatti !
Considerato il rilievo dei problemi che tale manifestazione pone - dalla difesa della scuola pubblica al diritto allo studio per tutti - la CGIL di Pistoia informa che, oltre ai bus predisposti unitariamente dai sindacati scuola, ne saranno aggiunti altri, con partenze da:
Pescia: ore 4,15 ex mercato dei fiori – Montecatini: ore 4,30 davanti allo stadio.
Pistoia: ore 5 davanti alla Breda
Prenotazioni: entro le ore 12 di lunedì 27 ottobre, presso CGIL Via Puccini 104 - Pistoia
Contributo per spese di organizzazione euro 10 a persona, da versare alla prenotazione
..........................................
E' SEMPLICE SMONTARE UNA SCUOLA CHE FUNZIONA
Clotilde Pontecorvo, Professore di Psicologia dell'Educazione, Università di Roma1

Ringrazio Shalom che mi ha chiesto un contributo sulla famigerata riforma di settembre del Ministro Maria Stella Gelmini, la quale colpisce e ferisce la funzionalità della scuola primaria, che è, insieme alla scuola dell'infanzia, uno dei migliori segmenti del nostro sistema scolastico, con molte punte di eccellenza, tanto che gli allievi italiani di quarta primaria risultano i migliori in Europa, secondo i più recenti studi comparativi internazionali.
Ma non sembra affatto che la motivazione del Ministro sia stata quella di migliorare la scuola primaria. Gli interventi sono motivati essenzialmente da ragioni finanziarie: togliendo ad una buona scuola, che è quella che pone le basi cognitive, emotive e sociali della partecipazione attiva e consapevole alla vita associata, le risorse umane e organizzative che le consentono di bene operare.

Leggendo le due paginette del Decreto n.137 con cui il Ministro scombussola l'attuale funzionamento della scuola primaria, con un metodo del tutto autocratico, senza porsi alcun problema di consultazione di associazioni professionali o di possibili esperti, si resta a dir poco sconcertati, senza che ci sia alcun riferimento a presunte difficoltà o disagi e senza nessun argomento educativo.
Il riferimento è solo alla finanziaria, come se la scuola assorbisse una grande parte del PIL (che, di fatto, era del 3% nel 1997 ed è diventato del 2,8 nel 2007).
L'analisi che ne ha fatto Berselli nell'Espresso del 25 scorso è azzeccata: nei provvedimenti della Gelmini c'è l'idea berlusconiana che i problemi complessi si affrontano con delle operazioni di grande semplificazione, con in più la patina del "ritorno al buon tempo antico", che alletta molto il buon senso dei reazionari.
Il ritorno all'ordine e alle buone maniere sarebbe garantito dal recupero del grembiule, che in alcune scuole peraltro non è mai stato lasciato come scelta della comunità scolastica, ma che come ha scritto giustamente il grande ex-maestro Mario Lodi(sull'Unità del 28 agosto) il grembiule può anche far pensare che i bambini di una certa classe siano tutti eguali, mentre sono tutti e sempre molto diversi. Ed è di questa diversità che la scuola si deve fare carico e che è senza dubbio uno dei punti di forza della nostra attuale scuola primaria: la quale è una scuola accogliente, che ha consentito una buona integrazione degli allievi disabili, con la presenza dell'insegnante di sostegno e la riduzione del numero degli alunni per classe laddove è presente un allievo portatore di una disabilità certificata.
Ma il problema nuovo, di cui il Ministro Gelmini sembra del tutto inconsapevole, è il grande numero di studenti di lingua e di cultura diversa da quella italiana che sono oggi presenti nella scuola, in particolare nella scuola di base. E che soprattutto nella scuola dell'infanzia prima e poi nella scuola primaria, possono trovare lo spazio comunicativo e il tempo per poter padroneggiare la nostra lingua e la nostra cultura, in cui la presenza di più figure di insegnanti è fondamentale per consentire un dialogo ravvicinato.

Dal punto di vista del metodo, colpisce il fatto che si sia voluto introdurre con Decreto Legge delle "disposizioni urgenti" in materia di istruzione, per impedire qualsiasi possibilità di dibattito parlamentare, mascherandolo nell'incipit con la "straordinaria necessità di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali" come se non esistesse fin dal 1960 l'insegnamento dell'educazione civica in tutto il sistema scolastico, che semmai poteva essere solo richiamato in forma diversa. A ciò si aggiunge la ripresa del voto di condotta, come strumento di repressione di comportamenti inadeguati.
La distanza dell'attuale Ministro da qualsiasi problematica formativa è dimostrata da questa ingenuità, che trascura del tutto il ruolo della relazione educativa come mezzo essenziale per la costruzione della personalità sociale e civile dello studente.
Sembra che il nostro attuale Ministro sia del tutto insensibile a qualsiasi elaborazione culturale di tipo educativo: non solo non ha forse mai letto "Poema pedagogico" di Makarenko, ma nemmeno "Democrazia e educazione" di John Dewey, e ignora completamente i contributi di Mario Lodi, Bruno Ciari, Don Milani o Maria Luisa Bigiaretti, o del più recente "Mestiere di maestro" di Marco Rossi Doria e dell'esperienza dei "maestri di strada" e del progetto Chance di Napoli.

Per non dire poi della reintroduzione del voto in decimi, come "certificazione delle competenze", che è invece una pura illusione numerica, perché, come ha scritto Benedetto Vertecchi, le valutazioni si possono esprimere in tanti modi (aggettivi, lettere, o sequenze di numeri diversi) ma corrispondono comunque sempre a un giudizio comparativo, e non hanno nulla a che fare con una misurazione quantitativa precisa.
L'espressione decimale dà un''illusione di precisione, ma forse serve a rassicurare genitori e nonni che si ritorna alla loro "vecchia" scuola. Di fatto il giudizio degli insegnanti corrisponde a una possibile graduatoria che colloca i singoli allievi in rapporto agli altri. E questo spiega anche l'impossibilità di confrontare seriamente voti assegnati da insegnanti diversi, in particolare se collocati in contesti educativi diversi. La reintroduzione dei decimi serve a far credere che si stia effettivamente misurando qualcosa di molto preciso(negando tutta la riflessione docimologica).
La cosa ancora più grave è che non si passa alla classe successiva(nella scuola primaria e media) se si ha una insufficienza anche in una sola disciplina. E siccome non ci sono esami di riparazione nella scuola dai 6 ai 14 anni, l'unica soluzione (si fa per dire) è quella della bocciatura.
Una possibilità non troppo peregrina, proprio per i diversi, per i bambini e ragazzi, che vengono da famiglie culturalmente svantaggiate, in particolare per quelli provenienti da altre culture linguistiche: che magari, se indiani o cinesi, sono brillanti in matematica, ma possono avere temporanee difficoltà nell'italiano scritto. E si capisce che il "giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno"(che è pure citato nel Decreto n.137, art.3, comma1) è pura retorica rispetto al dettato dello stesso art.3, al comma 3.
Verrebbe la voglia di consigliare al Ministro di leggere la "Lettera ad una professoressa" di Don Lorenzo Milani, per capire come può essere una scuola che promuove, cioè che fa crescere le persone entro un contesto culturale definito dalla tradizione storico-letteraria, artistico-musicale e scientifica e dalle prospettive tecnologiche più attuali.

L'aspetto del Decreto Gelmini che ha più colpito l'opinione pubblica è quella della drastica riduzione dell'orario della scuola primaria a ventiquattro ore settimanali, con relativo "maestro unico"(nei media, declinato al maschile, non considerando che i maschi sono solo il 5% degli insegnanti).
Si ritorna al docente tuttologo, che la legge del 1985 avevo reso plurimo e specializzato.
Qui posso riportare la mia testimonianza diretta, di chi ha fatto parte della Commissione Fassino di allora, numerosa e composita, con pedagogisti, psicologi, ma con molti esperti disciplinari (matematici, linguisti, storici, esperti di lingue straniere, di arte, di musica e movimento).
Lo scopo primario unificante era, in primo luogo, per noi quello di dare una nuova base culturale alla scuola primaria che, ancora nel 1982, era rimasta alla definizione fascista del 1928: "il fondamento e il coronamento dell'istruzione elementare è la religione cristiana nella forma della tradizione cattolica".
Il secondo scopo è stato quello di realizzare un sostanziale allargamento dell'alfabetizzazione culturale, offerta al livello primario. Una motivazione profonda era quello di creare un maggior nesso di continuità tra la scuola primaria e la scuola media, dopo l'istituzione della scuola media unica, anche perché ancora più del 10% degli allievi venivano bocciati in prima media.
Lo sforzo collettivo dei...
utente anonimo  (IP: 0e2a92757ca1553)

#4 29 Ottobre 2008 - 18:13
%

...è stato quello di offrire una più ampia gamma di sollecitazione culturale a tutti i bambini e le bambine della scuola primaria, non solo introducendo nel curricoli nuovi ambiti disciplinari, quali l'immagine e l'espressione, la musica e il movimento, la lingua straniera, ma anche e soprattutto, per allungare i tempi della scuola per tutti, prevedendo tre insegnanti su due classi, ma anche limitandone il numero quando la scuola aveva dimensioni ridotte. La presenza di più insegnanti è stata determinata dall'esigenza di avere insegnanti meglio specializzati in uno o più ambiti disciplinari, che solo in minima misura hanno poche ore di compresenza in una stessa classe, per consentire la realizzazione di lavori di gruppo o il rapporto individualizzato tra una docente e uno o due allievi.
Come ci hanno fatto capire le insegnanti in questo periodo, in articoli, interviste, incontri pubblici, lo scambio tra le docenti in riferimento a un singolo allievo, soprattutto se problematico per qualche aspetto educativo (sociale emotivo o cognitivo), è di grande aiuto per gli adulti ma anche per i bambini, che non solo possono riuscire in un ambito meglio che in un altro, ma che soprattutto riescono a stabilire una relazione educativa con una docente meglio che con un'altra.

Questo è un valore e una grande ricchezza dell'attuale scuola primaria, che può porre le basi solide per lo sviluppo successivo, sociale e accademico, di tutti i bambini e le bambine, il cui destino si gioca proprio nei primi anni di scuola, in termini sia di capacità sia di motivazione, in quella fase, che include anche la scuola dell'infanzia, in cui serve una particolare attenzione per lo sviluppo dell'autonomia e della libertà di pensiero.

Ciao
Giuliano
utente anonimo  (IP: 0e2a92757ca1553)

#5 01 Novembre 2008 - 05:00
Ringrazio, sperando poi di poterlo fare indivudualmente, tutti gli amici che mi hanno scritto in questi ultimi tempi sia con commenti "ad hoc", sia con "lettere circolari".
Colgo l'occasione per segnalare un blog molto interessante che mi è capitato di visitare:

http://vendicari.blogspot.com/

così ho scritto al suo autore:

Ho casualmente (ormai ce ne sono tanti in giro!) letto il suo blog e lo ritengo molto interessante soprattutto per il "sostegno" storico ai suoi commenti (che praticamente condivido in toto) all'attualità politica, cosa oltremodo benemerita in un periodo in cui la storia non sembra insegnare più niente a nessuno.
Mah, sarà perchè siamo vecchi...
Ho anch'io un blog (www.historiablogori.splinder.com) e sarei onorato se ogni tanto potesse dargli uno sguardo.
Buon lavoro.
Carlo O. Gori
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Leggetelo (http://vendicari.blogspot.com/)
e commentatelo!

Saluti a tutti!

COG 
La mia homepage: http://historiablogori.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utentegorca49

#6 12 Novembre 2008 - 18:23
Ho letto nei giorni scorsi il blog di Franca Corradini http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/
che così ha scritto sulla trasmissione televisiva alla quale partecipa Licio Gelli:

"Sta a vedere che Gelli è il miglior uomo politico che potremmo desiderare ….
Novembre 2, 2008
Gelli durante la conferenza stampa di presentazione della trasmissione, “Venerabile Italia”, che lunedì prossimo andrà in onda su Odeon Tv, Il Gran Maestro della Loggia P2 tra le tante affermazioni dice :
L’immunità ai grandi dovrebbe essere esclusa, perchè al Governo dovrebbero andare persone senza macchia….
Quasi un uomo da votare, di sani principi…………….., sta a vedere che è il miglior uomo politico che ci potremmo meritare in questa nostra Italia confusa, cialtrona, approssimativa, ipocrita ed immatura….
Sono molto curiosa di sapere le reazioni, spero pubbliche , di Berlusconi.
Se fino ad ora erano scaramucce, d’ora in poi potrebbe essere guerra.
Con la rabbia di chi si è sentito preso per i fondelli….. anche da uno stupidissimo “meno peggio”…
Franca Corradini
P.S. : L’approvazione dell’operato della Gelmini da parte di Gelli è la cosa meno scandalosa , considerando le capacità della ragazza che è diventata avvocato a Reggio Calabria ( scommetto che per procurarsi il nome di dove andare a sostenere l’esame si era affidata a qualche famigliola … )
31/10/2008 (19:3)

e , fra i tanti, in quell'occasione anch'io ho così commentato:

COG Says:
Novembre 2, 2008 at 8:12 pm
…strano personaggio costui. A Pistoia nel settembre ‘44, alcuni partigiani comunisti volevano fucilarlo come famigerato esponente fascista e repubblichino, e fu salvato da altri partigiani comunisti per l’apporto da lui dato (quando ormai gli americani erano vicini) alla
Resistenza(vd. anche il mio blog al soggetto “Fedi Silvano”). Poi c’è stato molto altro: P2, contatti vari, nazionali ed internazionali da Andreotti a Peron, processi per trame, ecc. ecc. Licio Gelli è stato poi condannato con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato, calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola, tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna e Bancarotta fraudolenta (per il fallimento del Banco Ambrosiano è stato condannato a 12 anni).
E pensare che la donazione del suo archivio privato all’Archivio di Stato di Pistoia avvenuta l’11 febbraio ’06 (vd. tra gli altri: archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/03) venne approvata dalla dirigenza amministrativa DS locale ed alla presentazione in pompa magna fu relatrice Linda Giuva, nota come archivista e moglie di Massimo D’Alema.
Poi, com’è noto, i DS, trasformati in PD, hanno perso all’ultime elezioni politiche, Berlusconi è tornato a comandare e Gelli ha ora anche il suo programma televisivo.
Mah!?
P.S. La validità storica delle carte e docum. donati nel 2006 da Gelli all’Archivio di Stato di Pistoia? State traquilli, se pensate di trovare qualcosa che sveli alcuni dei misteri che hanno avvolto la vita del nostro Paese, lì non li troverete.
E’ come se Pablo Picasso avesse donato una collezione di farfalle!
COG


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